Rinnovabili, Camera: ok a emendamento per Dia fino a 1 MW


22 aprile 2010 – Accolto ieri un emendamento alle legge Comunitaria
2009, approvata ieri alla Camera, che prevede "l’assoggettamento alla
disciplina della DIA (Dichiarazione di inizio attività)" per gli
impianti a fonti rinnovabili "per la produzione di energia elettrica con
capacità di generazione non superiore ad un MW elettrico di cui
all'articolo 2, lettera e), del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n.
387, alimentate dalle fonti di cui alla lettera a)”.

L’emendamento, all’articolo 17 (comma 1, lettera c) per l'adeguamento
dell'ordinamento nazionale alla normativa europea in materia di energia,
punta “alla chiarificazione e alla regolamentazione di un settore
carente di linee guida generali sotto il profilo degli iter
autorizzativi per realizzare degli impianti a fonti rinnovabili”, spiega
Aldo Di Biagio, deputato del Pdl primo firmatario. Una situazione che
“ha creato incongruenze normative nelle emanazione delle leggi regionali
in materia energetica”, costringendo poi “la Corte Costituzionale a
dichiarare la incostituzionalità della legge 31 della Regione Puglia”.

Questa sentenza, prosegue Di Biagio, “ha ingenerato varie problematiche
a chi aveva deciso di investire nel settore energetico, alla politica
energetica dei Comuni e all’intera politica energetica del Paese. La
promozione e l’uso delle fonti rinnovabili, come da previsioni europee,
- conclude il parlamentare - è necessaria ai fini della crescita del
Paese e pertanto è auspicabile agevolare l’utilizzo e lo sfruttamento di
tali risorse naturali".

Il provvedimento recante "Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europe" noto come
Legge comunitaria 2009, ora ritorna all'esame del Senato.