> Il 14/08/2010 8.11, Luca Menegotto ha scritto:
> > Io wrote:
> scusa l'errore, ero stanco. Ho sempre saputo che sotto i 5.000 euro di
> incasso l'anno non era obbligatorio il pagamento dell'inps, ma soltanto
> dell'IVA. Ho sbagliato?
Che io sappia, se il contratto e' a p.iva si pagano sia inps che iva che
irpef (e, in qualche caso, anche l' irap, anche se non credo che sia il
tuo caso). Inoltre sulle fatture emesse avrai anche la voce "ritenuta
d'acconto" che e' un 20% che ti viene trattenuto come anticipo sull'irpef
che pagherai poi quando farai la dichiarazione dei redditi (e' il tuo
datore di lavoro che dovrebbe versarla e inviarti poi un "certificato" di
versamento della r.a.)
Invece se il contratto e' di prestazione occasionale hai solo il 20% di
acconto sull' irpef. Ma, sempre che io sappia, un contratto di prestazione
occasionale lo puoi fare per importi < 5000 Euro *e* 1 sola volta nella
vita con un certo datore di lavoro (dopo credo che potresti farne un altro
con un altro datore di lavoro, ma se con un datore di lavoro ne hai gia'
fatto uno, per qualsiasi importo purche' < 5000 Euro, non credo che tu
possa mai piu' fare un altro contratto di prestazione occasionale con
quello stesso datore di lavoro)
> Dato che non ho intenzione di continuare questo mestiere, non in questo
> modo almeno, vorrei evitare di iscrivermi alla gestione separata inps e
> cose del genere.
Se lavori a p.iva. l'iscrizione alla gestione separata e' obbligatoria,
che io sappia (e si pagava quest'anno il 26.72% del reddito come
contributi inps. Negli anni prossimi si paghera' di piu')
Il 14/08/2010 14.52, Marcoxxx ha scritto:
> Io ha scritto:
> Invece se il contratto e' di prestazione occasionale hai solo il 20% di
> acconto sull' irpef. Ma, sempre che io sappia, un contratto di prestazione
> occasionale lo puoi fare per importi< 5000 Euro *e* 1 sola volta nella
> vita con un certo datore di lavoro (dopo credo che potresti farne un altro
> con un altro datore di lavoro, ma se con un datore di lavoro ne hai gia'
> fatto uno, per qualsiasi importo purche'< 5000 Euro, non credo che tu
> possa mai piu' fare un altro contratto di prestazione occasionale con
> quello stesso datore di lavoro)
sei sicuro? Ho lavorato svariate volte con ritenuta d'acconto come
operaio presso la stessa azienda, a distanza di anni e per somme
comunque inferiori ai 5.000. Sapevo che non si deve "collaborare" oltre
i 30 giorni.
> Che io sappia, se il contratto e' a p.iva si pagano sia inps che iva che
> irpef (e, in qualche caso, anche l' irap, anche se non credo che sia il
> tuo caso). Inoltre sulle fatture emesse avrai anche la voce "ritenuta
> d'acconto" che e' un 20% che ti viene trattenuto come anticipo sull'irpef
> che pagherai poi quando farai la dichiarazione dei redditi (e' il tuo
> datore di lavoro che dovrebbe versarla e inviarti poi un "certificato" di
> versamento della r.a.)
rispondo separatamente a questo punto. Leggo sul sito dell'agenzia delle
entrate:
Il nuovo regime comporta l'applicazione di un'imposta sostitutiva del 20
per cento sul reddito, calcolato come differenza tra ricavi o compensi e
spese sostenute, comprese le plusvalenze e le minusvalenze dei beni
relativi all'impresa o alla professione.
> Ho lavorato svariate volte con ritenuta d'acconto come
> operaio presso la stessa azienda, a distanza di anni e per somme
> comunque inferiori ai 5.000. Sapevo che non si deve "collaborare" oltre
> i 30 giorni.
Il fatto di non poterlo fare piu' di una volta (se e' cosi') sicuramente
non e' in vigore "da sempre". Probabilmente risalte ai primi anni del
2000. Prima credo che avresti potuto rifare anche infinite volte il
contratto di prestazione occasionale (e forse non esisteva nemmeno il
limite dei 5000 Euro, anche se anche di questo non sono sicuro)
> rispondo separatamente a questo punto. Leggo sul sito dell'agenzia delle
> entrate:
> Il nuovo regime comporta l'applicazione di un'imposta sostitutiva del 20
> per cento sul reddito, calcolato come differenza tra ricavi o compensi e
> spese sostenute, comprese le plusvalenze e le minusvalenze dei beni
> relativi all'impresa o alla professione.
> è quello di cui parlavo. Credo.
Forse ho capito;
probabilmente parlavi del regime dei contribuenti "minimi";
questo regime fiscale credo che esista dal 2007 o giu' di li'.
Io la partita iva ce l'ho dal 2004, quando tale regime fiscale non
esisteva.
Personalmente non me ne sono mai interessato troppo, salvo l'anno scorso,
perche' in genere non avevo i requisiti (una volta fatturavo piu' di
30.000 Euro/anno, ma non l'anno scorso) e poiche' probabilmente avrei
avuto spese deducibili maggiori di 15.000 Euro nel triennio precedente)
Comunque chi puo' adottare tale regime dovrebbe essere:
"Imprese individuali e professionisti singoli che:
1. nell'anno precedente:
* hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 30.000 euro
* non hanno avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a
progetto)
* non hanno effettuato cessioni all'esportazione
* non hanno erogato utili da partecipazione agli associati con
apporto di solo lavoro
2. nel triennio precedente non hanno effettuato acquisti di beni
strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro (i beni strumentali
solo in parte utilizzati nell?ambito dell?attività di impresa o di lavoro
autonomo esprimono un valore pari al 50 per cento dei relativi
corrispettivi)
3. iniziano l'attività e presumono di possedere i requisiti di cui ai
punti 1) e 2). Il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere
ragguagliato all?anno. Ad esempio: per una nuova attività che inizia il 1
settembre 2008 il limite è di 10.000 (4/12 di 30.000)."
In questo caso forse i limiti potrebbero essere un po' diversi da 5000
Euro/anno
Ciao,
Marco
> Io wrote:
> > di 2/3 mila euro. Mi hanno chiesto il DURC. Avendo pochi introidi
> > pensavo di dover pagare soltanto l'IVA sulle fatture emesse. Non ho
> > iscrizione all'INPS né alla camera di commercio. Una volta era così,
> > adesso non so se sono in regola se di questi soldi pago soltanto
> > l'IVA. Grazie per la risposta.
> Al di la del fatto che sono introiti (gli introidi sono pericolosi
> alieni) da quando non si fanno versamenti all'INPS?
Potrebbe aver ragione se fa riferimento al regime dei "contribuenti minimi"
(che credo esista dal 2007 in poi).
>da quando il
> compenso pattuito è IVA compresa?
se non sbaglio i "contribuenti minimi" non si fanno pagare l' iva e non la
versano.
Pero' se gli hanno chiesto il DURC (che per la verita' non so esattamente
cosa attesti) potrebbe significare che vogliono uno con p.iva ma non a
regime di "contribuente minimo" (ma non e' detto. Bisognerebbe capire
perche' vogliono quel documento)
> Pero' se gli hanno chiesto il DURC (che per la verita' non so esattamente
> cosa attesti) potrebbe significare che vogliono uno con p.iva ma non a
> regime di "contribuente minimo" (ma non e' detto. Bisognerebbe capire
> perche' vogliono quel documento)
ti ringrazio per le risposte innanzitutto. In realtà me l'hanno chiesto
perché neanche loro sono sicuri di averne bisogno. Sono soltanto tenuti
a chiederlo.
Buon ferragosto.
> mi hanno offerto un lavoro di consulenza presso la pubblica
> amministrazione. Ho partita iva (ditta individuale) nel settore
> informatico.
> Non ho avuto altri introidi. I compensi previsti sono di 2/3 mila euro.
> Mi hanno chiesto il DURC. Avendo pochi introidi pensavo di dover pagare
> soltanto l'IVA sulle fatture emesse. Non ho iscrizione all'INPS né alla
> camera di commercio. Una volta era così, adesso non so se sono in regola
> se di questi soldi pago soltanto l'IVA.
In regola credo tu sia in regola; in pratica per accontentare la belva
burocratica dovrai iscriverti all'INPS (o altro ente, es. INARCASSA),
e contestualmente richiedere il DURC che ovviamente sarà immacolato,
per poterglielo dare in pasto.
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